Le mode passano, il buon gelato resta

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Abbiamo più volte scritto nelle pagine del nostro blog che siamo d’accordo con la tendenza di pensare a un gelato artigianale anche per quelle persone che sono intolleranti ad alcuni alimenti, come il latte ad esempio. Nei nostri stessi commenti abbiamo esortato gli addetti ai lavori a trovare eventuali ricette che consentano a noi gelatieri di preparare un gelato artigianale con le stesse caratteristiche organolettiche e strutturali di quello attuale, magari andando incontro alla moda che vorrebbe ridurre drasticamente la quantità di zuccheri nelle miscele base.

In questi anni abbiamo sentito parlare solo di mode, appunto, e mai di qualità. Qualità nella scelta degli ingredienti utilizzati, qualità nella preparazione e lavorazione delle materie prime. Abbiamo potuto registrare la nascita di un movimento silente che vorrebbe destrutturare il nostro prodotto artigianale per dare vita a un qualcosa di cui non se ne conosce realmente il risultato finale.

Un po’ di chiarezza dalla tavola rotonda di Pesaro

Finalmente lo scorso week end, durante il Festival del Gelato Artigianale di Pesaro, abbiamo sentito parole di conforto per la vecchia (ma mai desueta) ricetta del buon gelato artigianale a discapito delle tante mode del momento. Nell’ambito della tavola rotonda organizzata durante l’evento da gelatonews.it è stata finalmente data voce a professionisti come noi e anche a qualche esperto nutrizionista, che hanno finalmente fatto un po’ di chiarezza ai tanti messaggi che si sono susseguiti negli ultimi mesi e ai quali abbiamo sempre dato il peso che meritano.

Allo stesso modo hanno fatto durante il dibattito i gelatieri Fabrizio Pentucci (Pesaro), Antonio Luzi (Fano), Corrado Sanelli (Salsomaggiore Terme), Ida Di Biaggio (Pescara), Maria Venturino (Varazze), Marco Reato (Feltre) e Renzo Ongaro (Carole), stigmatizzando le mode del momento, come quelle del gelato vegano, o discorsi salutisti, come l’obiettivo della riduzione degli zuccheri nel gelato. A suffragare quanto sostenuto dagli esperti gelatieri sono stati gli interventi di autorevoli relatori, quali quello di Elena Piatti, docente di biochimica della nutrizione all’ Università di Urbino, di Roberta De Santis, nutrizionista, consulente dell’Associazione Maestri della Gelateria Italiana e di Martino Liuzzi, presidente del Centro Studi del Gelato Artigianale di Agugliano.

Nonostante le mode, vince ancora la qualità del buon gelato artigianale

Tutti gli esperti in estrema sintesi hanno condiviso il grande valore nutrizionale e salutistico del gelato artigianale, se preparato con prodotti naturali che non abbiano subito trattamenti; hanno evidenziato il fatto che il gelato per i vegani, di fatto, esiste da sempre, basti pensare ai tanti gusti alla frutta che hanno caratteristiche organolettiche e salutari anche migliori rispetto a certi surrogati; hanno posto la questione, in relazione agli zuccheri nel gelato, che sarebbe corretto informare maggiormente anche sui problemi che certi dolcificanti, per le loro modalità di estrazione, potrebbero provocare alla salute; hanno detto la grande verità che il gelato è venuto molto prima dei tanti problemi di obesità, soprattutto infantile, che sono dovuti non tanto al consumo di qualche gelato in più, ma piuttosto a non corrette abitudini alimentari e stili di vita complessivi.

Comunicare la qualità affinché sia apprezzata

Infine noi de Lo Gnomo Gelato siamo assolutamente d’accordo con quanto gli esperti della tavola rotonda hanno consigliato a tutti i gelatieri, ovvero di maturare un maggior impegno per far conoscere ai clienti consumatori il proprio prodotto artigianale in tutti i suoi aspetti (ingredienti, fornitori, provenienza, modalità di lavorazione, ecc.) evidenziando elementi importanti come il naturale, il biologico, i prodotti a chilometro zero, quelli del territorio e della tradizione, quali valori di primo piano nella preparazione di un ottimo gelato artigianale.